Skip to main content

Fabula

Magnificat | Events
Una selezione di progettisti indipendenti dalla vocazione precisa, tra craftmanship avanzata e copywriting in forma di oggetto.
PH: ©Andrea Pedretti
Il design come atto di devozione: alla materia, al processo creativo, al mestiere stesso del progettare. Magnificat. Alchimie e devozione nel nuovo design, la mostra a cura di Paolo Casicci in programma dal 4 al 13 aprile presso Spazio Vito Nesta nasce per raccontare e mettere in scena che cosa succede ogni giorno in quella terra circoscritta e luminosa che è il design indipendente. 
Una scena in cui progetto e arte si fondono totalmente con le vicende biografiche di autori e protagonisti, per dare vita, come al tempo delle avanguardie storiche, a un repertorio personale fatto di sperimentazioni ricercatissime e di materiali nuovi, di manufatti in cui la componente artigianale più spinta incontra il pensiero e si fa visione del mondo, copywriting in forma di oggetto. 
«I designer, gli artisti e i marchi di Magnificat sono stati scelti secondo un filo preciso» spiega il curatore, Paolo Casicci: «Sono tutte figure che uniscono alla craftmanship più avanzata, e alla dedizione che questa esige, un livello di consapevolezza dello stare al mondo da progettisti con una vocazione e un senso preciso, esatto. Ci sono designer alchemici, sorpresi nell’atto di mettere al mondo materiali inediti nati dalla contaminazione di altri. Ci sono marchi che danno vita ad arredi con cui definiscono funzioni e riti inediti. C’è un approccio spontaneo ai temi ambientali che diventa naturalmente bellezza. Tutte le creazioni in mostra condividono l’aspirazione a diventare, branzianamente, attivatori dello spazio, quasi una nuova forma di focolare domestico».

Alchimia è un concetto chiave in Magnificat. Si tratta dell’attitudine dei designer selezionati a spingere un passo oltre la capacità di unire ingredienti diversi in un disegno unico, trasformando lo statico in dinamico, l’effimero in memoria, i materiali in nuova materia. L’Atelier è lo spazio in cui questa alchimia prende vita, dove il design diventa laboratorio continuo, generativo. L’Indipendenza dall’industria e dai circuiti mainstream è la leva di questa progettualità che non ha bisogno di diventare esclusiva, ma sa sottrarsi alle mode e all’effimero.