A totem. A table. A sculptural object that stages the tension between two opposing forces. Three hexagonal legs in lava stone, monumental, slender, rigorous, support a body that follows an opposite logic: organic, expanded, raw. Like lava caught in the moment of its expansion, the ceramic and resin mass overflows its own form, dark and textured, questioning the stability of what lies beneath. A glass plate seals the top, black, still, like the surface of a nocturnal sea. Solidity and vulnerability, geometry and chaos, held in a single, precarious balance.
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Un totem. Un tavolo. Un oggetto scultoreo che mette in scena la tensione tra due forze opposte. Tre gambe esagonali in pietra lavica, monumentali, slanciate, rigorose, sorreggono un corpo che segue una logica opposta: organico, espanso, grezzo. Come lava colta nel momento della sua espansione, la massa in ceramica e resina trabocca dalla propria forma, scura e porosa, mettendo in discussione la stabilità di ciò che sta sotto. Una lastra di vetro sigilla la sommità, nera, immobile, come la superficie di un mare notturno. Solidità e vulnerabilità, geometria e caos, tenuti in un unico, precario equilibrio.