Eight ceramic ex-votos, contemporary reinterpretations of an ancient form, displayed in a space conceived as a corner of silence within a contemporary art festival. Each anatomical piece, backlit, intimate, invites a moment of pause. Visitors were asked to choose the object that resonated most, and to leave a personal thought on a board conceived as the collective guardian of their desires. What emerged was an unexpected exchange: between the physical form of an object and the private world of those who encountered it. Between an ancient ritual and a contemporary gesture.
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Otto ex voto in ceramica, reinterpretazioni contemporanee di una forma antica, esposti in uno spazio concepito come un angolo di silenzio all’interno di un festival di arte contemporanea. Ogni pezzo anatomico, retroilluminato, intimo, invita a una pausa. I visitatori erano invitati a scegliere l’oggetto che più li toccava, e a lasciare un pensiero personale su una teca concepita come custode collettiva dei loro desideri. Quello che ne è emerso è stato uno scambio inatteso: tra la forma fisica di un oggetto e il mondo privato di chi lo incontra. Tra un rituale antico e un gesto contemporaneo.